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Ribaltare

Quella parola in greco vuol dire”rovesciare”, “ribaltare “.
La notte faccio sogni che mi fanno ritornare. Sogno di ristabilire. Mi ritrovo in situazioni già vissute, che mi accomodano. Allora perché ribaltare e rovesciare, poi? Provo a guardare la mia vita, da lontano dal finestrino di quel treno in corsa, dalla macchina che veloce passa sotto la strada della mia vecchia casa. La vedo tra gli alberi, mi appaiono gli occhi verdi, quelle persiane chiuse che attendono il mio ritorno. E quanto cambiare da quel giorno. Traslocare oggetti, mobili, chiudere grosse scatole di cartone che contenevano speranze, ricordi a buon mercato, sogni di gloria e canzoni di gioventù pressate in un disco.
E non poteva mancare il giallo dei fucili da caccia, spariti non si sa come. Li cercammo in soffitta, scendemmo in cantina ma all’appello mancarono solo loro. Mi giravo indietro, amavo quella vecchia casa e quei muri impregnati di un amore infantile, semplice, sincero. Mi rivedevo sul balcone a spostare le mollette sui fili per i panni, a pettinare i capelli bagnati per asciugarli al sole.
Non si può tornare indietro. Ma neanche ribaltare. Adesso mi piacerebbe soltanto sistemare il cuore, dargli una spolverata veloce e con il pennello intinto in un colore vivace, magari il rosso, riportarlo alla vita con l’ amore che forse gli sarà mancato, quella breve interruzione di corrente verrà ripristinata. Lo stringerei dentro di me per fargli sentire ancora la fiamma viva del calore. E quei bagliori d’estate sulle onde larghe di un eterno mare, melodia e lamento d’amore.

Pubblicato inAmore

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