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Ricordi involontari

Non me ne rendevo conto, evidentemente era il mio corpo che ricordava, le mie gambe mi riportavano, ancora lì a quel posto felice, a quella casa che avevo dentro e che mi mancava tanto.
Mi capitò la prima volta e ne risi tra me e me. Ritrovarmi d’avanti al vecchio portone e realizzare che era chiuso per sempre. mi fece provare un brivido lungo la schiena, accompagnato da un senso di vuoto. Una casa ti rimane addosso con tutto quello che ha contenuto, con le persone che ci hanno abitato, con cui sei stata felice o scontenta.
La mia vecchia casa era, e rimane, il posto dell’infanzia, della giovinezza, dei giochi in compagnia. E’ la cornice di un amore duraturo che mi ha generato e che mi ha lasciato una ricchezza inestimabile. Le persone più importanti della mia vita sono custodite lì, in quel ricordo che ancora condiziona i miei passi, gli stessi che, involontariamente, mi riportano a Casa. In quella casa sono nata e cresciuta, ho visto felicità, problemi. Determinazione e tanto amore. L’abbiamo riempita di gioventù, di slanci fraterni, di liti furiose ma, siamo sempre finiti attorno a quel grande tavolo che ci accumunava mangiando e ridendo assieme. La casa è famiglia, è luogo che accoglie e contiene, ed io, in quella vecchia casa, ho elaborato sogni, desideri, progetti. Dopo tanti anni, spesso mi ci ritrovo nei sogni, torno a ritroso in quelle mura che, fisicamente, non ci sono più ma io li conservo nella memoria, li custodisco per addolcirmi la vita, per abbracciare con la mente chi è andato via. E’ una vecchia casa che non esiste più ma, per me ha un valore immenso e non sarà mai in vendita, nessuno potrà comprarla. Appartiene a me, rappresenta la parte più bella della mia vita.

 

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