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Roma è

dedicata al mio Amore

Dolcissima, romantica, prigioniera.

Dolci i suoi declivi; non c’è nessuna asperità nelle sue vedute. Dolce è il ponentino delle sue serate primaverili che ti carezza e ti fa illanguidire. Dolce è il camminare sui suoi ciottoli, nelle viuzze del centro, quando la città non si è ancora svegliata. Dolce è lo scorrere maestoso del suo fiume che ti ricorda l’immortalità del quale sei circondato.

 

Romantica è tutta la vista dal Gianicolo, a tarda sera. Conobbi quel luogo quando abitavo da poco a Roma: mi ci portò una ragazza, alta e con i lunghi capelli, senza dirmi dove mi avrebbe condotto. Mi fece sedere in silenzio davanti ad uno spettacolo indimenticabile: le luci delle stelle abbracciavano quelle della città, senza pudore, davanti a noi. Magica Roma.

Ed è romantico girare nelle zone popolari dove il tempo si è fermato, gli odori sono gli stessi di sempre, le scritte riempiono i muri delle trattorie, qualcuno è seduto al sole e ti sembra di vivere in un film e ti aspetti di incontrare, da un momento all’altro, la Sora Lella con il grembiule e la sporta della spesa.

Romantico è perdersi dentro i suoi Rioni, ognuno dei quali porta nel nome la sua nascita e la sua storia; meglio ancora se a portarti in giro, mano nella mano, è la donna che hai scelto per la vita, che è romana e si commuove ogni volta che torna a passeggiare per la sua città.

Una città prigioniera dei suoi luoghi comuni, dei suoi miti arrugginiti che alimentano solo la cialtroneria di qualcuno.

Una città sconosciuta a gran parte dei suoi abitanti, troppo vasta semplicemente per girarla tutta, impossibile da conoscere nei suoi segreti più deliziosi: nei suoi davanzali o negli stemmi ognuno dei quali ti potrebbe raccontare di duelli e di amori, di intrighi e di sospetti.

Una città da girare a piedi. Insieme a qualcuno che per amore, solo per un amore infinito per la sua città, ti guida e ti racconta, fermandoti a contemplare quell’angolino stretto di una viuzza che aspetta di scomparire in uno slargo improvviso e inaspettato.

Ho vissuto questa esperienza, intensa e particolare, con Mario Martello, il Capo del Personale della BNA, quando, ciascuno nel proprio ruolo aziendale, approfittavamo del vederci a cena per poi vagare, apparentemente senza una meta precisa, solo perché ovunque, ma proprio ovunque, Mario poteva fermare il nostro cammino per mostrarmi un particolare, raccontarmi una storia, aprirsi a qualche confidenza della sua gioventù legata a quel luogo.

Roma si può vivere con gioia ed amare solo così. Io ci ho vissuto vent’anni, lì sono nate due delle mie figlie ed è lì che ho conosciuto l’Amore; a Roma ho cambiato quattro volte casa: nella prima si vedevano spazi verdi immensi e le pecore pascolare, l’ultima era su un tetto con un grande terrazzo. In tutti quegli anni mi sono sentito spesso fuori posto, estraneo, straniero: come i tanti che vivono in una grande città che non è “la loro”e ho dovuto imparare a godere dei suoi doni, dissotterrandoli dal baccano e dal caos, dal traffico e dalle grida, con la pazienza e l’impegno di un cercatore d’oro.

E quando il tuo sguardo si è abituato ad andare oltre l’apparenza ed il consumo, Roma ti appare in tutta la magia e lo splendore di una città sopravvissuta a tutto perché sa custodire con sapienza i suoi tesori più unici e veri.

 

 

 

Pubblicato inLuoghi del Cuore

1 commento

  1. Ernesto Ernesto

    Dichiarazione d’amore per una città che è una persona, e viceversa. Bellissimma ode ai luoghi del cuore, gli unici che possono dare conforto alle nostre ansie. Bravo Pier

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