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Rose bianche

Tornavo a casa e intanto pioveva, la pioggia fitta e fina che mentre cammini a piedi ti segna la faccia e ti fa allungare il passo, per abbreviare la strada. Andavo veloce e intanto pensavo e guardavo intorno le vetrine luccicanti, i pochi passanti con l’ombrello, un uomo fermo all’angolo con un grosso cesto di fiori. Gli passo davanti e lui con un sorriso sgangherato mi porge delle rose bianche, perfette, così belle da sembrare finte.”Porta tua donna”. Ed io come incantato , senza pensare le prendo e gli do degli euro. L’uomo si inchina mi ringrazia ed io gli rimetto quei fiori da innamorati nel cestone. Mentre mi giro vedo lui che mi chiama si sbraccia, vuole ridarmi le rose. Vado via salutandolo con la mano. Non posso comprare fiori per una donna. Per una donna che non mi ama più, che ha preferito chiudere tutto in una valigia e lasciarmi sulla porta di casa, con in mano una lettera. Una lettera lunghissima, ma corta… banale, uno schiaffo in pieno volto “Non ti ho mai amato“ E allora mi passano davanti momenti, parole, estati e poi inverni tutto questo senza amore. Inutile cercare perché, ripensare a quando si è stati bene, eppure come si fa a non capire. Laggiù c’è un telefono, voglio proprio vedere…Il suo numero non l’ho mai dimenticato, squilla… squilla…una voce, non è la sua. Un uomo. Ma cosa sto facendo? Chiudo, esco dalla cabina…. Piove ancora, affretto il passo, respiro forte e via.

Pubblicato inAmore

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