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Sentire l’acqua

da una conversazione con Deborah Pevarello, Montagnana 24 giugno 2024

Deborah si guarda intorno e cerca di immaginare il movimento e la musica della sua prossima coreografia.
È sola, a bordo piscina. Dalle vetrate le luci di un pomeriggio lucente.
Ecco, immaginiamola così: in piedi, sul bordo.
Lei. La vasca. E l’acqua.
Potrebbe essere la perfezione, un’immagine per occhi divini, mondo che accade e basta, il muto esistere di acqua e acqua, opera finita ed esatta, verità.
Perché Deborah l’acqua è capace di sentirla, le appartiene, la addomestica, è il suo mondo.
L’acqua di Deborah ha movimento, peso, trasparenza, luce, musica e ritmo, ma non è facile riuscire a cogliere queste qualità, è più semplice limitarsi ad una notazione tecnica sulla performance.
Il nuoto sincronizzato di Deborah è intriso di grazia, armonia e precisione, un’esperienza sensoriale unica con la fusione perfetta tra movimento e note, tra musica e nuoto.
L’arte della danza nell’acqua di Deborah unisce eleganza fluida ed armonia.
Deborah studia ogni passo, ogni gesto, ogni movimento, in acqua e fuori, con cura; la musica che sceglie ha un ruolo decisivo nell’esibizione delle sue nuotatrici, creando un’atmosfera coinvolgente e amplificandone l’espressività.
Lei dipinge, abbina i colori dei costumi, riconosce le sfumature, ama ogni espressione d’arte: a queste cose pensava mentre andava avanti e indietro in piscina per allenarsi alle gare di fondo: 20, 50, 100 vasche. Come era possibile conciliare il nuoto agonistico e la danza? Poi l’incontro con il nuoto sincronizzato e la sua vita e il suo bisogno di espressione hanno trovato il giusto equilibrio.
Cosa vuole dire Deborah con la sua arte?
Vuole dire che lei la vuole, questa vita, farebbe qualsiasi cosa per poterla avere per sempre, tutta quella che c’è, tanta da impazzirne, non importa.
Deborah ha la bellezza dentro: quella bellezza di cui solo i vincitori sono capaci.
E la limpidezza delle cose deboli.
E la solitudine, perfetta, di ciò che si è perduto.
L’acqua di Deborah è senza strade, è senza spiegazioni; avvolta e protetta dall’acqua Deborah sente il silenzio, qualche rimpianto, e dolori lontani.
Qui, nel ventre della sua piscina, riesce a vedere sé stessa.
Si vede davvero.
E poi la sconcertante scoperta di quanto sia silenzioso, il destino, quando, d’un tratto, esplode.
E allora anche un piccolo paese diventa protagonista assoluto di uno sport faticoso e bellissimo, fusione perfetta di creatività e tecnica.
E se chiedessimo a Deborah come si fa a vincere, risponderebbe che lei ha le idee chiare, le ha chiarissime, ma solo fino a un certo punto della questione.
Sa perfettamente qual è la domanda.
È la risposta che le manca.
La risposta è nell’acqua.
La risposta è l’acqua.

Pubblicato inLuoghi del Cuore

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