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Simona Boggian

 

 

Mi manca il tempo per celebrare i tuoi capelli.

Uno a uno devo contarli e lodarli.

 Pablo Neruda

 “Non si vive la Storia, si vive la propria piccola vita,

la vita di un gruppo, di un istante dell’umanità.”

Georges Simenon 

 

LA BELLA IMMAGINE DI SIMONA

Mi vengono in mente tante cose, tutte diverse, dal rap a Leonardo da Vinci.

Subito mi viene in mente una frase pronunciata da Joan Crawford “… penso che la cosa più importante che una donna possa avere, oltre al talento, naturalmente, è il suo parrucchiere”.

Mi viene in mente mentre ascolto le parole di Simona Boggian, parrucchiera di Montagnana.

Simona parla di sé con calma e intensità, a volte sorride, e quando gesticola muove le mani in modo lento, sicuro, le affonda nell’aria per spiegare, con movimenti rotondi, pacati.

E così, semplicemente ascoltandola, affiorano via via altre suggestioni, dense, vivissime. Eccole.

Racconta Simona che suo padre l’avrebbe voluta contabile nell’azienda di famiglia: penso a Leonard Cohen, che cantava “… C’è una crepa in ogni cosa. È da lì che entra la luce…”. Sono versi famosi che ci rammentano una verità semplice e vertiginosa: per pigrizia, paura e comodità siamo portati ad adeguarci all’habitat circostante, cercando di cancellare qualunque crepa nel tentativo di coincidere perfettamente con la realtà. E se invece fosse più giusto e proficuo valorizzare quella faglia, quella lesione? Individuandola come un caposaldo della coscienza e della conoscenza? Come un’irresistibile spinta all’aperto, alla vita, alla realizzazione di sé?

Nell’infanzia di Simona la luce entra già a sei anni “… disegnavo teste e capelli, e avevo due cugine più grandi che facevano le parrucchiere. Poi a 14 anni vado a Padova, a scuola, per imparare il mestiere di parrucchiera, mi sembrava di essere a Hollywood…. I miei erano convinti che avrei mollato, … vedrai che si stufa… dicevano, invece a Padova ci sono rimasta cinque anni”.

Parla del colore Simona, e i suoi occhi improvvisamente si illuminano “… un giorno mia cugina ha preparato una tinta, sembrava una pozione magica, ho visto nascere una bella cosa…”. E’ la stessa luce che ho incontrato recentemente nel Piccolo Libro Illustrato dell’Universo di Ella Frances Sanders “Siamo fatti di residui di stelle, perché in ognuno di noi ci sono minuscole parti di carbonio” e ancora “Mangiamo il sole, perché se oggi mangiamo una pianta abbiamo mangiato il sole”.

Capisco che il colore è dentro la vita di Simona, e le dà senso: il fucsia, “… non lo indosserei mai, ma mi attira sempre… un’orchidea fucsia, una meraviglia …”, il marito che lavora con i colori, la figlia che “… ama l’arte, quando trucca le clienti sembra che stia disegnando…”

È come se Simona mi mostrasse la famosa foto di Jeff Koons, l’artista concettuale più quotato al mondo, con i fiori tra i capelli.  O mi leggesse Rodari “… se invece dei capelli sulla testa ci spuntassero i fiori, sai che festa?”

Simona parla.

L’inizio, faticoso, a bottega, e il primo negozio tutto suo, piccolo e nascosto. E sempre un sogno nel cuore: “un salone grande dove il colore è protagonista, e poi lavorare in un gruppo, con tante competenze diverse”.

Giorno dopo giorno, tenacemente, Simona lavora per il suo sogno, con il suo staff, con la gente che affolla il suo negozio: “… è facile sbagliare con le parole, e io odio l’etichetta di pettegolezzo che molti danno al mio lavoro… perché io sono innamorata delle relazioni umane e mi arricchisco ogni giorno delle storie che ascolto… le amo al punto che fino a poco tempo fa mi immedesimavo, caricandomi di stress… poi ho imparato che il cliente vuole un’ora con te, ma non compra i tuoi problemi, ti porta i suoi…”.

Simona spiega.

La bellezza? Esistere. Amarsi incondizionatamente. Accettarsi. Coccolarsi. Migliorarsi, non solo esteriormente. Proprio quello che canta la rapper afroamericana Lizzo, portavoce del body positivity movement. Juice è un inno all’autostima rivolto a tutte le donne, ma non solo; il messaggio è “non abbiate paura di guardarvi allo specchio “Mirror, mirror on the wall / don’t say it cause I know I’m cute – Specchio, specchio sul muro, non dirlo, perché so di essere carina”.

Simona sa che i capelli di una donna sono il termometro della sua anima. Quando una donna sta male, cosa fa? Va dalla parrucchiera. Prima ancora che dall’analista. Le mette tra le mani quel che ha di più vuoto, e si abbandona fiduciosa. E magari, all’improvviso l’incoscienza, le dice la fatidica frase: “Fai tu”.

“Se una cliente mi chiede una cosa sbagliata? La assecondo: alcune persone hanno bisogno di sbagliare. Anche se io vorrei appassionare la gente, non accontentarla”.

Simona muove piano le mani “… tocco la testa, è una parte intima, è una parte viva, è la padrona di casa dei capelli … la testa assorbe, sanguina, ha molte terminazioni nervose … io riesco a sentire quando una cute è rilassata …”.

Ecco, adesso rivedo un quadro di Leonardo da Vinci, misterioso almeno quanto la Gioconda; è una splendida testa di donna custodita dalla Galleria Nazionale di Parma, nel complesso Monumentale della Pilotta; è ignota, e gli studiosi le hanno dato un soprannome romantico, La Scapiliata, perché il mistero sta tutto nella chioma slegata, nel capello ribelle che lascia fluire il vento… li capegli scherzar col finto vento…: insomma Leonardo fa dei capelli un veicolo per i suoi studi sul dinamismo.

E Simona fa dei capelli un veicolo per la costruzione della felicità, sua e della sua clientela.

Lo fa con la passione che l’accompagna da sempre, seguendo valori precisi “… è importante l’etica professionale, non esiste solo il business; ci vuole presenza, bisogna esserci come persona …”, e confidando nell’empatia che riesce a creare con la clientela e con il suo staff.

Perché Simona ama l’aspetto “pedagogico” del suo lavoro, il suo film preferito è “L’attimo fuggente”, la sua vita è tutta un attimo fuggente.

Finalmente il suo sogno si sta realizzando, mancano pochi giorni: sarà un ambiente grande, arredato grazie ad una ditta che crede nella visione di Simona, un salone pieno di colore, che avrà i colori al centro, e una squadra di persone con competenze specifiche.

E tanta innovazione, la stessa che ha determinato il successo di Simona: colori realizzati da piante tintorie, attrezzature adatte ad una vera e propria spa, giornate a tema, biblioteca a disposizione della clientela, tanto per cominciare.

So che Simona non si fermerà qui, non mi stupirei se il suo salone oro, nero e bianco diventasse un luogo di arte e di cultura, oltre che di benessere e bellezza: immagino esposizioni di quadri e di foto, uno spazio video con le immagini e le storie delle clienti del salone.

Il suo nuovo “salone delle meraviglie” si chiamerà IMMAGINE UOMO-DONNA, come adesso, e uguale sarà anche il marchio, visto sulla copertina di un libro della scuola per acconciatori che Simona ha frequentato.

Perché Simona custodisce gelosamente i ricordi, qualcuno lo racconta, e io immagino che la musica adatta potrebbe essere di Vasco “… Vivere, è passato tanto tempo, vivere, è un ricordo senza tempo, vivere, è un po’ come perder tempo, vivere e sorridere…”: “ricordo un uomo con due bambine, era il patrigno di una delle due, si vedeva che non la amava; la piccola viene bocciata, e per punirla il patrigno la porta nel negozio dove lavorava e ci ordina rabbiosamente di tagliarle i capelli “come un maschio”; ad ogni sforbiciata vedevo le lacrime della piccola che scendevano silenziosamente…”.

 

Questa è la bella Immagine di Simona Boggian, parrucchiera di Montagnana.

Simona si muove.

Per continuare ad avere lo slancio di sempre le basterà riascoltare quei versi di Leonard Cohen.

Per farli, definitivamente, suoi.

Dalla sua testa scendevano tanti boccoli, simili al fiore del giacinto.

Odissea

 

Erano i capei d’oro a l’aura sparsi

che ‘n mille dolci nodi gli avvolgea.

Petrarca

 

Io vivo spettinata perché tutte le cose belle, veramente belle di questa vita, spettinano.

Mafalda

 

Simona che ama il colore ne diventa una Maestra Stellata

 

(le foto sono di Marilla Lovato)