Salta al contenuto

Sonni Boi – Omaggio a Lucio Dalla

LUCIO DALLA INSPIRED

OPERA IN CONCORSO

Alla periferia di Ferrara c’era un grande luna park. I ragazzi ci trascorrevano il sabato sera, passando indolenti da un’attrazione all’altra. Tra le varie giostre, c’era quella dei cavalli di legno, intorno alla quale era nata una famosa leggenda.
Si diceva che il giostraio fosse un uomo dal passato torbido. Il suo nome era Sonni Boi.
Un gruppo di zingari l’aveva trovato, ancora neonato, adagiato su un muretto di via Bologna. Alcuni anni dopo, il piccolo era diventato un ragazzone robusto e spavaldo; un giorno aveva abbandonato il campo nomadi e nessuno l’aveva visto più.
Sonni Boi tornò a Ferrara una sera d’estate. Occhi neri e profondi su un corpo forte, tutto muscoli e cicatrici. Si diceva che avesse centinaia di figli sparsi in tutto il mondo, tanti quanti i suoi nemici, fatti fuori senza pietà.
Lo videro entrare al “Parco della Luna” su un vecchio camper, in compagnia della sua donna, Fortuna, una biondina esile e dolce. Da quella volta tornò ogni anno, per almeno cent’anni, forse più. Montava la sua giostra di legno e ci si sedeva davanti. La sera guardava sfilare tutti quei ragazzi, intrappolati nelle loro stesse vite; si trascinavano come sacchi vuoti sul ciottolato polveroso del luna park, senza meta, confusi, persi. Avrebbe voluto prenderli e portarli via, avrebbe voluto salvarli. Forse, la notte, andava a cercarli per davvero.
Quando si spegnevano le luci, e il buio calava come un sipario su quel misero pezzo di mondo, alzava gli occhi al cielo per contemplare le stelle. Se le era fatte tatuare sulle braccia, le stelle, per portarle sempre con sé. Allora sorrideva Sonni Boi. Guardava Fortuna e la stringeva forte, e le accarezzava dolcemente il viso con le sue grosse mani ruvide e indurite dal tempo. “La gente si ferma alle apparenze”, le sussurrava, “per questo non guarda mai il cielo”.
Una notte d’agosto Sonni Boi e Fortuna sparirono nel nulla.
Qualcuno giurò di averli visti galoppare tra le stelle, in sella a un cavallo di legno. Puntavano dritto verso la luna.

immagine: la foto di copertina dell’album “Lucio Dalla”, registrato a Carimate nel 1980, da Tv News di Massimo Moscardi

Pubblicato inGenerale

Commenta per primo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *