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Sotto le mura

Mi mancano tanto le mie passeggiate, per fortuna mi aiuta la fantasia!

SOTTO LE MURA (fantasmi)

Dal terrazzo di casa ogni mattina ricevo il saluto del sole che dal levante piano piano, mi riporta alla vita; il viale, inondato di quella luce che preannuncia un’altra giornata, bella comunque perché vera e reale, invita al movimento.

Esco sapendo che ogni direzione io possa prendere, sarà la conseguenza di una direzione che ho già iniziato, seguito di una provenienza solo interrotta dalla breve pausa della sosta notturna.
Alla mia sinistra la cinta muraria mi chiama ad una visione diversa, scevra da superficiali sguardi d’abitudine. Alla mia destra invece, la vecchia stazione ormai cadente mi rimanda ad un passato prossimo che è stato intenso e ricco di incontri.

Posticipo a domani il viaggio che mi porterà fuori dal territorio, scelgo la sinistra, la direzione che mi guiderà indietro nel tempo e nella storia.

Ho imparato la camminata lenta, quel modo di avanzare in cui ogni passo corrisponde ad un pensiero, ad una riflessione; camminare è meditazione, la mente non ha freni, cammino e acquisisco coscienza della mia libertà, godo del silenzio e del rumore, godo di ciò che vedo e di ciò che posso immaginare.

Intra moenia, extra moenia … i testi di storia usano spesso la lingua latina per configurare locazioni e siti e sono solitamente termini estranei al gergo comune, basta però entrare da una delle quattro porte per accedere ad un mondo incantato, un mondo senza tempo che dà il meglio di sé alle prime luci dell’alba quando i fantasmi dei cavalieri in armi spronano i loro destrieri verso nuove tenzoni.

Il percorso che prediligo è la circonvallazione interna, quella lunga sequenza di fornici che furono ripari per cavalli, luoghi di fugaci piaceri e in epoche più recenti, essiccatoi per le lunghe fibre di canapa pronte per l’orditura.

Ogni passeggiata diventa un viaggio ed ogni viaggio regala incontri inaspettati e imprevedibilmente graditi… solo alla fantasia è concessa la commistione di periodi storici, di ambienti e personaggi… emotivamente è un privilegio poter entrare nella realtà parallela, per quanto immaginaria, nella quale il calpestio stanco e lacero dei cavalli crociati di ritorno da Gerusalemme incrocia il cigolio del carretto pieno di fasci di un ottocentesco canapaio piuttosto che il canto da trivio di un capannello di sboccate meretrici del quattordicesimo secolo.

Umanità che è stata, anime che non si allontanano dai luoghi che le hanno viste viventi e vitali, spiriti visibili solo ai loro simili… questo è il loro paradiso, questo è il loro inferno, lì, io divento una di loro e loro mi attendono per rivivere ad ogni mia passaggio.

Il mondo della carne e quello dello spirito si fondono, si trapassano, per un istante le mura diventano portale d’accesso per un incorporeo universo cosmico.

Sono io defunta o sono loro che dal passato riemergono nostalgici?

Attimo singolare, istante stregato, occasione fortuita? … Non so!

nelle foto: le mura di Montagnana

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