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Storia di Adele

La grande casa dei Sorano si trovava all’inizio del borgo; da lì dominava la valle e le piccole case sottostanti. L’unica piazza esistente, fungeva da salotto comune e, proprio lì, si incrociavano storie e pettegolezzi che riguardavano gli abitanti di quella piccola comunità. Tutti conoscevano la famiglia Sorano, la strana coppia si faceva notare a prima vista. Lui brutto e tarchiato, di bassa statura e così sgraziato nella figura da sembrare segnato da qualche malanno; per contrasto lei, la moglie, bella come una dea e di una eleganza particolare. Anche lui era elegante ma questo non bastava a nascondere la sua bruttezza. Si diceva che quella bella moglie l’avesse comprata con quello che aveva accumulato col mercato nero durante la guerra.
I loro tre figli erano uno strano miscuglio di lineamenti, solo Adele sembrava avesse ereditato i tratti della madre, gli altri due, un maschio e una femmina, avevano preso dal padre.
Strana famiglia i Sorano; in casa loro vigeva una regola: L’apparenza! Il padre pretendeva che tutto apparisse perfetto. La casa, l’eleganza, l’armonia familiare.
Era lui che stabiliva ogni cosa, il comportamento dei figli, la scuola che avrebbero frequentato, le scelte che avrebbero fatto da adulti.
Tutto svanì in una mattina piovosa. Adele scivolò sulla strada bagnata e mentre cadeva due braccia forti l’afferrarono prima che toccasse terra. Si trovò così a guardare due occhi nerissimi e il più bel sorriso che avesse mai visto. Nello sorrideva e non si decideva a lasciarla ma anche Adele provò qualcosa. I suoi diciassette anni ebbero una scossa formidabile e si perse in quello sguardo. Da quel giorno diventarono inseparabili; lei, la figlia di Sorano, lui uno scavezzacollo con una famiglia problematica. Trovarono nascondigli per amarsi con la paura che qualcuno li scoprisse e raccontasse tutto al padre di Adele.
La paura non li fermò e si amarono come fanno i ragazzi, senza remore, abbandonandosi a quella stupenda sensazione di darsi uno all’altro.
Quando Adele si rese conto di essere incinta tremò di paura, l’ansia le strinse la gola e chiese consiglio a Nello. Lui ne fu felice. Amava davvero quella ragazza così diversa da lui ma così in sintonia con i suoi desideri. Per lui Adele era il sogno, la bellezza che aveva assaporato e a cui sapeva di non voler rinunciare. – Andremo da tuo padre e chiedere il suo consenso e poi ci sposeremo, disse Nello, non immaginando quello che, di li a poco sarebbe accaduto.
Quando si presentarono al padre di Adele, fu ben chiaro che non ci sarebbe stato nessun consenso. La sua faccia cambiò colore; divenne paonazza e insultò la figlia con parole di disprezzo, infine la rinnegò imponendole di andare via subito e non farsi più ne’ vedere e ne’ sentire.
La porta si chiuse sulle lacrime di Adele e sui pugni stretti di Nello. I due ragazzi capirono che la loro favola si fermava su quella porta chiusa.
Ma, intanto che una famiglia si chiudeva a quella unione che riteneva offensiva e inopportuna, l’altra, quella di Nello reagiva e si adoperava per accogliere Adele. Lo sgangherato clan di sfaccendati s’inorgoglì per quella coppia di ragazzi che, dopo aver subito ingiurie, era stata scacciata in malo modo.
Fu il padre di Nello a stabilire che l’intera famiglia doveva provvedere a far stare bene Adele e lui, per primo avrebbe cercato un lavoro stabile. Anche le due sorelle e il fratello di Nello si diedero da fare e, nel giro di qualche settimana tutti trovarono lavoro. Adele conobbe, grazie a loro, affetto e attenzioni che mai aveva avuto; loro si bearono della sua presenza e di quello stimolo che aveva suscitato. Una famiglia si chiudeva a riccio, un altra si apriva all’accoglienza e alla tutela. Nello era giovane e forte, per lui fu facile trovare un buon lavoro e questo gli permise di insistere e far continuare gli studi ad Adele senza problemi. Quando Adele entrò nell’aula dove avrebbe sostenuto le prove per la maturità, il suo pancione era evidente.
Il bambino nacque in una casa che aveva cambiato ogni spazio e ogni abitudine. i nonni accolsero con gioia quel nipote e la sua nascita fu una festa per tutti loro. In un altra casa, bella e elegante nulla era cambiato, i silenzi erano sempre gli stessi, il figlio era sparito in una accademia militare e non si era più fatto vivo, la moglie si perdeva in una depressione mai riconosciuta ma lui, il padre, imperterrito, continuava nel suo odio malsano verso chi aveva distrutto la sua perfetta apparenza.
A.S

Pubblicato inAmore

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