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Strega

Su una rupe stetti a rimirare il mare.

Il suo richiamo sensuale
faceva fremere il mio corpo di un perverso languore.

Poi venne la nube e accarezzo’ silente
le mie membra
protese verso il Niente.

Il vento sfiorò il mio viso,
carezza languida e poi audace,
di amante sapiente che tutto vuole, tutto chiede e poi, soddisfatto nell’ amore, dormiente, tace.

E poi fu tutto mio quell’ immenso grigio: acqua, nuvola, vento e rupe.

Aprì le braccia e accolsi la Tempesta.

E in quella furia c’ era tutta la mia forza!

_ Strega!_ mi chiamarono.

Mi condannarono al rogo.

E in mezzo a quelle fiamme dilanianti
che lambivano il mio corpo
ripensai al mare, al vento, alle nubi ormai così distanti…

_ Non capite !!!!_ gridai

_ Ero solo Donna,
e non lo capirete Mai!!!!

la foto è di Clara Grieco

Pubblicato inGenerale

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