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Sul vulcano

L’obiettivo di questo viaggio è quello di salire sul Vulcano Erta Ale.

Siamo in Dancalia, in un piccolo villaggio Afar, una fiera etnia nomade nota in passato per la sua ferocia, che costituirà la base di partenza per la nostra ascensione. L’Erta Ale, da cui prende il nome la catena di vulcani di cui fa parte, è famoso perché ha una lago di lava permanente ed è possibile ammirare la sua continua attività dal bordo del cratere. Ve ne sono solo altri tre nel mondo che hanno queste caratteristiche e quindi poterlo osservare da vicino assicura uno spettacolo davvero eccezionale. Naturalmente per chi ama questo tipo di realtà ed è disposto a sopportare qualche inevitabile disagio per poterlo ammirare.
Abbiamo impiegato quattro giorni per arrivare sin qui da Addis Abeba attraverso percorsi e paesaggi vari: dai villaggi alle cascate, dall’asfalto allo sterrato, con incontri faunistici i più disparati: facoceri e orix, dik dik e grossi uccelli, e babbuini e coccodrilli e struzzi e dromedari, oltre alle innumerevoli grosse mandrie e greggi.
Questo piccolo campo base é costituito da semplici, essenziali strutture in pietra.

Abbiamo un po’ di tempo per sistemare i bagagli che lasceremo qui, ad eccezione del poco che possiamo portare fin su al vulcano. Consumiamo una rapida cena che non rende giustizia alla bravura del cuoco; la saggezza infatti suggerisce di tenersi leggeri.
In fase di programmazione ci è stato suggerito di fare la camminata la notte, una volta attenuatasi la calura delle ore diurne. La temperatura si è attestata durante il giorno sui 34°, accettabile. Si decide di anticipare un po’ l’orario di partenza e ci mettiamo in cammino.

“finalmente scopriremo la verità su questo famigerato percorso! Ne parliamo da anni, qualcuno ci dice che si copre in 3 ore, ma abbiamo letto anche 7; tutti raccomandano una perfetta forma fisica (e noi…ehm…abbiamo la coscienza un po’ sporca!), e insomma….finalmente sapremo la ‘nostra’ verità!
Iniziamo con baldanza, c’è ancora luce, e non fa caldo, e il terreno non è troppo accidentato; i bastoncini ci aiutano, e per le prime due ore procediamo spediti senza bisogno di fermarci se non i pochi istanti necessari per bere. Siamo sollevati, se continua così va benone”.

Di tanto in tanto occorre fermarsi per sistemare il carico non ben assicurato a dorso del dromedario ed io ne approfitto per riposarmi qualche minuto; comincio infatti ad avvertire qualche segnale di stanchezza. La salita assume una pendenza un po’ più accentuata, il percorso diventa più accidentato, le luci frontali, in un percorso così mosso, non aiutano molto e le mani devono rimanere assolutamente libere. Il vento è aumentato d’intensità e s’è fatto più freddo.

“Il percorso di 3 ore, che avremmo coperto in 4 ore volendo procedere con tranquillità, diventa di 5…è davvero con sollievo che nel buio intravediamo il campo di capanne afar in pietra sulla sommità; poco lontano il vulcano si esibisce con bagliori rossi, ma non ci passa per la mente di poter proseguire ancora pochi metri per andare a vedere! Gente nelle capanne ce n’è (non posso non vedere, non ci sono porte!), altra gente sale o scende la ripida scala scavata nella roccia, che porta verso il cratere… ma noi vogliamo solo andare a nanna! Fa proprio fresco…”

Alla sveglia, “Colazione ‘in camera’: il cuoco ci ha mandato su acqua calda, e pane tostato e succo e uova sode… intanto, notiamo che il cielo è coperto, e va bene… ma pioviggina anche, e questo è davvero troppo! Qui, in Dancalia! Sono poche gocce, per fortuna; ma il cielo resterà coperto per tutta la mattina… Il lato positivo è che fa quasi fresco, e dunque il clima è ideale per la lunga passeggiata che ci attende.”

Superato qualche piccolo problema di percorso, siamo finalmente ai bordi del cratere. Abbiamo coltivato per anni questo sogno ed ogni volta che stavamo per realizzarlo si sono frapposti ostacoli di vario genere. Ed oggi finalmente siamo qui! Certamente la notte ci riserverà una visione particolarmente emozionante ma già ora è uno spettacolo stupendo.

“La superficie color piombo è attraversata da cordoni rossi di lava incandescente; poi un movimento, quasi un’onda, ed ecco che il magma zampilla fuori con violenza, più e più volte…qualche minuto d’intervallo, e lo spettacolo si ripete un po’ più in là, mentre in aria si sollevano delle sottili ‘fibre’ che volano via leggere.”

La temperatura che viene su dal cratere è molto forte e a tratti dobbiamo indietreggiare anche a protezione delle apparecchiature fotografiche che potrebbero danneggiarsi. Ma bastano pochi minuti perché ci si riaffacci nuovamente per ammirare questo spettacolo meraviglioso e indimenticabile e probabilmente per noi irripetibile.
Ci avviamo quindi ad effettuare il giro del cratere ma non consideriamo che una volta che saremo giunti sottovento saremo investiti da folate sulfuree tutt’altro che salutari. Facciamo appena a tempo ad allontanarci di corsa che violenti colpi di tosse ci percuotono. Fortunatamente passerà presto ma siamo stati un po’ sciocchi ed imprevidenti.
La zona attorno al cratere è estremamente interessante.

“Da lunghe fratture della roccia, sentiamo venir fuori il vapore caldo, ed a tratti il terreno è colorato di un giallo molto intenso. Qua e là la crosta di lava ha ceduto, e così possiamo vedere che in realtà è spessa solo pochi cm, e sotto c’è vuoto; alcuni camini fumano intensamente, in altri punti il vapore vien fuori direttamente dal terreno, ma è comunque molto evidente che, sotto ai nostri piedi, c’è un mondo in tumultuosa ebollizione!”.

Il nostro giro attorno al vulcano si conclude ai limiti dell’accampamento quasi all’ora di pranzo. Di lì a poco infatti arriva il dromedario tramite il quale il cuoco ci ha inviato dal campo base riso, tonno, verdure ed arance. Già verso il termine del pranzo si è radunata davanti alla capanna ove stiamo pranzando una piccola folla di cammellieri, accompagnatori, militari, scorte ed anche guide locali che aspettano di avere la loro razione che sarà innaffiata abbondantemente dal contenuto delle bottiglie che hanno iniziato a sgraffignare. Il nostro autista non ama questa popolazione che giudica sfaccendata ed approfittatrice. Ma in questa zona per tante cose dipendiamo da loro e occorre fare buon viso.
Un riposino, qualche chiacchera, un giro nel piccolo villaggio tutto di capanne in pietra, la lettura di qualche pagina della guida ed eccoci al crepuscolo che segna l’ora di tornare al cratere. Siamo solo noi quattro. Padroni assoluti del campo e potremo muoverci con assoluta libertà. Vedremo come sarà lo spettacolo al buio!

“da questo mare, adesso nero, vengono su esplosioni incandescenti, ondate di fiamma. Volano grosse scintille che rimangono a brillare sulla scura superficie circostante. Il calore è attenuato dal vento che soffia molto forte, un po’ troppo forte per chi cerca di far foto… e fa piuttosto freddo (ah, Dancalia… chi mai lo avrebbe detto?), ma lo spettacolo ci assorbe totalmente. Continuiamo ad esclamare “oh”,”ah”, ”guarda!”, ”che meraviglia!”, confermando di continuo che questo spettacolo, da solo, vale il viaggio!
Aspettiamo un’ultima esplosione prima di salutare il vulcano per tornare su al campo.”

L’arrivo del dromedario dal campo base ci segnala che è ormai prossima la cena e con essa la conclusione di questa giornata intensa ed avvincente. Alle 21, scacciato qualche esemplare faunistico di troppo dalla nostra capanna, ci infiliamo dentro il sacco a pelo. Siamo vestiti di tutto punto, giacca a vento compresa, pronti a scattare alla sveglia che squillerà alle 2.45.
E’ domenica. Mezzi addormentati, raccogliamo le nostre cose, prendiamo un caffè e qualche biscotto e, lanciato un ultimo sguardo nostalgico ai bagliori del vulcano, alle 3.30 ci avviamo sul percorso di ritorno e, impugnati i nostri bastoncini, iniziamo la nostra discesa. Il freddo ed il vento ci accompagnano mentre scendiamo in fila indiana, attenti a non mettere un piede in fallo e silenti, pensierosi, con il cuore restio ad abbandonare questo posto desiderato per anni.

I brani in corsivo e virgolettati sono tratti dal diario di viaggio di mia moglie Marina.

(foto di Marina Schillaci)

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