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Taxi

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Lui torna stasera, volo sotto la doccia,
L’acqua calda mi scende sul corpo,
Sui capelli mi forma rivoli che cadono sugli occhi. Mi asciugo bene, il phon che passo sui capelli a più riprese lo lascio passare anche sulla pelle. Mi spalmo di crema profumata, passo su tutti i punti, insistendo su alcuni.
Mi vesto: passo in rassegna le camicie, le gonne, gli abiti. Poi indosso un vestito nero, attillato con una lunga zip sulla schiena. È corto il tanto che basta a mostrare le ginocchia e le gambe nelle calze nere, le décolleté col tacco completano e per finire una pochette di vernice. Mi spazzolo i capelli e mi trucco gli occhi, un filo di rimmel e una bocca sfrontata, rosso lacca. Uno sguardo allo specchio mi rimanda una me intrigante, ma casta. Chiamo un taxi, ho l’auto in panne, andiamo in aeroporto, chiedo al tassista che mi guarda le gambe mentre entro in auto. Continua a guardarmi dallo specchietto, stavolta butta l’occhio sulla scollatura. Distolgo lo sguardo e mentre penso arriviamo. Lui è già sul marciapiede, faccio un cenno ed entra in auto. Porta una ventata fredda e sedendosi mi attira a se con un bacio rapido. Gli prendo la mano e me la porto sul seno. Lui un po’ in imbarazzo si ritrae. Il tassista ci guarda dallo specchio ancora. Ho come un attimo mi alzo il vestito e mi siedo su di lui , mi dondolo sulle sue gambe e libero il seno sulla sua faccia. Ansimiamo strusciando sul sedile, dallo specchio il tassista ha la faccia viola, si morde il labbro. Guida fino a casa e infine dice: Arrivati.

Pubblicato inAmore

1 commento

  1. Pier Pier

    Asciutta veloce incalzante. Mi è piaciuta molto la tua storia: complimenti Carla

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