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Te piace o presepe?

CONCORSO LETTERARIO QUESTO NATALE 2020

Regolamento. Al termine della lettura della storia, puoi lasciare il tuo giudizio. Vince la storia che riceve più Like. Il concorso termina il giorno di Natale. Il vincitore sarà proclamato il 26 e riceverà in dono tre libri degli autori del Blog

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…era quando pioveva che il vetro della finestra era per lui una calamita irresistibile : gli occhi gli rimanevano incollati. Guardava tutto senza vedere nulla. Ogni goccia si trasformava in un ricordo che affiorava nella sua mente, adornato di particolari indimenticabili. Certi ricordi portano visioni che danno emozioni forti, ma niente in confronto di quelli che ti fanno risentire i profumi e gli odori.
Il tempo della pandemia aveva fermato il tempo degli umani. Era quasi Natale, ma viveva sospeso fra i ricordi, le usanze ed i riti di questi giorni che si affacciavano prepotenti in ogni gesto.
La sua era una famiglia di antiche tradizioni ed il Natale assumeva il ruolo del fulcro attorno al quale tutta la famiglia ruotava più di ogni altra festa. Ricordava l’odore dei fritti che mamma preparava dal pomeriggio della vigilia . Pedissequamente nella tradizione romana: carciofi, baccalà, ricotta, broccoli, mela, salvia.
Risentiva l’odore unico della carta paglia, che doveva essere assolutamente marrone tutta tagliata nelle misure del contenitore e che a contatto con l’olio dei fritti bollente emanava un odore particolare che era per lui irresistibile e quindi scattava il furto di un fritto dal vassoio che mamma stava riempiendo con la paletta di legno che era pronta ad arrivargli sulla mano colpevole…
Ricordava tutti i posti fissi.
Si i posti erano assegnati ed ognuno ne rivendicava la posizione. Il padre aveva voluto ripercorrere la tradizione della sua famiglia : 11 figli dei quali ognuno aveva il proprio posto attorno al grande tavolo da pranzo: ogni ingresso di fidanzato/a moglie o marito comportava l’aumento di un posto per l’ultimo nato ed essendo il primo figlio del 1922 e l’ultimo del 1943 la scaletta era abbastanza frequente.
E rivedeva tutti i volti degli zii ognuno proiettato nelle dense nuvole piangenti. E per ognuno ricordava un gesto, una parola , una caratteristica fisica.
Ed il suo di posto invece a Natale cambiava. Nei pranzi della domenica sedeva a sinistra del padre a Natale, invece sedeva a destra ed a sinistra sedeva il fratello più giovane. La mamma alla sua destra.

Ed era a Natale l’unica occasione nella quale il padre era solito recitare una preghiera di ringraziamento con tutti in piedi e poi iniziava la maratona mangereccia.
Il padre aveva una fame atavica, una fame di guerra dove mancava tutto tranne il pane ed era il pane, da sempre, L’alimento principe con il quale il padre accompagnava tutto, anche l’uva ed il cocomero.
E quella “boia fame” che oggi si è trasformata in dieta perenne era la compagna delle sue notti insonni. Nelle quali durante via guerra si dormiva per non sentire i morsi della fame.
Oggi, pensava, la preoccupazione della maggioranza degli italiani è prenotare il pesce fresco in pescheria….tempi bui. Tempi senza solidarietà . Meglio possedere meno, penso’, ma avere di più . Avere più stima, considerazione, fratellanza.
Quella fratellanza dimenticata in tempo di COVID, dove vedeva la gente impazzita nelle strade come il cane tenuto a catena per molto tempo e poi lasciato libero tutto solo, senza regole …..nessuna riflessione in tutto questo tempo vissuto senza tempo; nessun dolore per aver toccato con mano l’egoismo e l’avarizia sentimentale. Lui subíva tutto questo, era nell’ingranaggio, stritolato dal sistema. Ne percepiva il dolore , voleva rompere questo schema , tornare indietro per portarsi avanti, ma tutto laborava al contrario . Ora la pioggia era dalla sua parte della finestra.
“Te piace o presepe”?
“No ‘sto presepe nun me piace.
in copertina: da “Natale in casa Cupiello” di Eduardo De Filippo: Te piace o presepe?
Pubblicato inGenerale

1 commento

  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Penso che tu sia fatto per fare il “narratore”. Lo sai fare in rima e lo sai fare in prosa. Costruisci immagini vive che ciascuno si può immaginare e starci dentro con consueta abitudine.
    Come ho già avuto modo di dire dovresti coltivare la scrittura in tutte le forme perchè la sensibilità che mostri diventi territorio comune.

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