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Teresa dei quartieri

Esce dondolando dalla porta del basso sui tacchi alti, sposta , con un gesto ampio la tenda pesante, indossa la minigonna di pelle nera e le calze velate sulle gambe lunghe. Si guarda intorno mentre scuote i lunghi capelli, voluminosi e neri corvini. Ha gli occhi bistrati e una bocca esagerata cosparsa di rossetto rosso. Lancia sguardi quasi timorosi, ma il suo è un fare disinvolto. Raggiunge l’angolo del vicolo ed entra in un vecchio bar pieno dei soliti avventori. Parla piano con uno e gli consegna un involto, andando via saluta a gran voce quei suoi amici. Luigi è diventato Teresa perché è diventato una ragazza di vita, la sua una storia di miseria e dolore. Nacque come un bambino gracile in una famiglia povera, crescendo scopre che per sopravvivere deve vestirsi e comportarsi da donna. Deve affermarsi ogni mattina per non soccombere in quel mondo che ha deciso di attraversare. Vive di espedienti, frequenta ogni giorno persone diverse, uomini per un giorno o una notte. Ha fatto a pezzi più volte la sua dignità, inghiottendo bocconi amari. Torna a casa e si spoglia di quei travestimenti, lava via dalla faccia un volto che non le appartiene. Si butta nel suo letto di spine, pensando che un domani tutto questo finirà. Questa sera torna nel vicolo, ha un cappotto rosso lungo fino ai piedi e sotto solo un completino di pizzo nero. Arriva nervosamente ancheggiando, accende una sigaretta dietro l’altra, aspettando il cliente per portarlo via con se. Arriva una grossa auto, dentro due ragazzi, due modelli sfacciati e belli. Uno scende dall’auto e si avvicina a Teresa, folgorata dalla bellezza dei due uomini. Entra come ipnotizzata nell’auto insieme ai modelli che la spingono nel sedile di dietro. Sgomma il guidatore e partono in una folle corsa. La sera prende il volo in una discoteca, luci e musica forte. Teresa beve ed è su di giri, in un attimo si ritrova fuori dal locale e poi dentro un appartamento dove quei modelli vogliono concludere la notte. All’improvviso un blackout, un fuggi fuggi generale, spintoni e corse nelle scale. La gente si disperde nel piazzale, le luci spente, tanta confusione. Arriva l’alba qualcuno nota un cappotto rosso e un sandalo col tacco alto in un angolo buttati lì o persi . Dopo qualche giorno la polizia ritrova un corpo con addosso la biancheria intima, il mare lo ha restituito alla spiaggia e ne ha lavato la profonda ferita vicino al cuore. E’ Teresa dei quartieri.

Pubblicato inDonne

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