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Teresa, la rossa

Ce la trovammo in paese un giorno d’ estate, e nessuno seppe mai da dove venisse, quale fosse il suo cognome e come fosse arrivata.

Era una donna anziana, le sue rughe evidenti parlavano di una vita più che vissuta, me c’ era in lei qualcosa di particolare, di fantastico; un aurea che la faceva apparire unica. Teresa si muoveva con una grazia da vecchia ballerina e quando passava per la strada con i suoi cagnolini infiocchettati, non sapevamo mai se ridere o coccolarla. Lei era in mondo tutto suo dove la bellezza, che un tempo aveva avuto, si era rarefatta, come cipria umida, rossetto sbavato, avanzi di tempo trascorso a intrattenere uomini fuggevoli e dimenticati.

Nei capelli ondulati in una foggia antica si confondeva un colore grigio da vecchia, a un rosso improbabile, fatto con chissà quale artificio, ma lei li scuoteva quei capelli come una ragazza in fiore e a passettini sembrava scusarsi di esserci quando passava tra la gente.

Ho sempre avuto di lei un ricordo bellissimo e ancora adesso che ne parlo provo la stessa tenerezza d’ allora.Teresa mi voleva bene e mi vedeva, allora ragazza, come avrebbe voluto essere lei.

I miei capelli lunghi la incantavano e quando veniva in negozio mi chiedeva il permesso di toccarli, mi imbarazzava la cosa ma non sono mai riuscita a dirle di no.

Il giorno che arrivò un circo in paese la vedemmo impazzire dalla gioia, correva da tutte le parti contenta perchè l’ avrebbero fatta cantare

E così andai a vederla, mai me la sarei persa!

Teresa apparve sotto un fascio di luce e per una strana magia si trasformò in quello che era stata; una donna stravagante e bella con un passato pesante da sopportare, ma quella sera, con la chitarra a tracolla e un vestito vaporoso Lei si sentì rinascere.

Cantò e tutti noi l’ ascoltammo in silenzio, con commozione. La sua voce si alzò prima debole e incerta ma poi prese forza e, anche quelli che di solito la prendevano in giro, ascoltarono in silenzio la vecchia canzone – la ricordo ancora – “chitarra romana”.

L’ applauso la esaltò, pianse come una bambina che rivive un sogno bello e dimenticato e noi ci rendemmo conto che lei era un artista di tempi migliori.

Poi il circo se ne andò e Teresa tornò ai suoi cani, al suo ancheggiare da vecchia ballerina.

Quando non la vedemmo più, per più giorni, la cercammo in quella casa cadente dove abitava circondata dai suoi cani.

Era morta così, nel suo mondo popolato di vecchie canzoni, ciprie scadute e quel rosso sbiadito nei capelli.

Io la ricordo con tenerezza.

Pubblicato inGenerale

1 commento

  1. Meena Meena

    <3 quanto dolore!

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