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Tra morti e vivi, una farfalla

La farfalla del cielo è rara da vedere.
È in continuo migrare tra i continenti antichi, dal caldo afoso alla mitezza temperata.
Attraversa il mare, unico compagno di giochi tra onde salate e venti a fare da vele.
Con le ali aperte, bianche e nere, vola in solitudine, planando tra le campagne ricche di insetti.
Quando il ramo l’accoglie, muove la cresta vivace, come gallinella dell’aria.
Il suo verso onomatopeico trasuda di malinconia.
Uph Uph Uph, singhiozza piangendo, cercando compagnia.
Ma, Pah… il suo destino è solitudine.
Sacra, e regale in quell’inchino contro la minaccia.
Un filo la lega ai morti, attira e respinge.
Annunciatrice di buone nuove o foriera di sventure, quando si posa tra le croci dei cimiteri?

La meravigliosa upupa si guarda attorno con occhi lucidi, poi vitrei, nell’infinito spazio che la divide dal mondo.

Immagine dal web

Pubblicato inGenerale

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