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Triangle of Sadness. Una Recensione

La Frase “Triangle of sadness è quel triangolo tra la fronte e le sopracciglia in cui si formano delle rughe di espressione”

Chi lo ha diretto. Ruben Ostlund, Svezia, classe 1974, regista e produttore, pluripremiato: Forza Maggiore (Cannes, Un Certain Regarde 2014) The Square (Cannes, Palma d’Oro 2017) e quest’ultimo (Cannes, Palma d’Oro 2022)

Di che parla. Due giovani Carl e Yaya belli e “influencer” invitati in uno yatch in crociera alle Bermude fra supericchi, un comandante americano ubriacone e marxista, coloro che servono i ricchi e li assecondano in ogni capriccio, la manovalanza inginocchiata a pulire bagni e lucidare i ponti. Una tempesta coglie il comandante e il capitalista russo a duellare a colpi di citazioni politiche mentre gli ospiti vomitano in ogni angolo della nave. Al naufragio in un’isola sperduta sopravvivono in pochi fra i quali i due giovani, qualche ricco ed una “serva”. Quest’ultima è l’unica in grado di procurarsi da vivere ed impone, così, il rovesciamento della piramide sociale.

Cosa ne penso. Un film politico che descrive impietosamente la società di oggi con la sua piramide sociale, dove un pugno di capitalisti si ingozza pavoneggiandosi – il fabbricante “di strumenti per la democrazia nel mondo”(le armi) allo stesso tavolo con il “produttore di merda” (concimi) – e che sorpresi dalla tempesta cercano invano riparo e salvezza . Un mondo abitato da giovani che si dedicano a intercettare le briciole che cadono dalla tavola del business dell’immagine e finiscono con l’essere stritolati quando la tempesta sociale capovolge i ruoli ed afferma “chi ha competenze”. Un film politico e pessimista: alla tempesta sopravvivono anche il senso di possesso e la difesa a tutti costi dell’Io. Prolisso qui e là, impreziosito da una fotografia volutamente patinata, da alcune genialità come il provino dei modelli a torso nudo o la tenzone tra Americano e Russo che apre la breccia alla tempesta che travolgerà tutto e tutti. Un film che parla a noi abitanti di un mondo invivibile e sull’orlo del collasso, spettatori passivi di una realtà allucinante.

Da vedere, Pier 11.2022

Pubblicato inGenerale

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