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Tutte le volte che tagliai i capelli

Ho sempre amato portare i capelli lunghi, da ragazza, addirittura lunghissimi.

La mia treccia bruna piegata sulla spalla destra raggiungeva la vita. Me ne vantavo dei miei capelli; erano lisci, forti e tanti. Non richiedevano cure particolari… due lavaggi settimanali e via.

Ma ripensandoci adesso, le volte che li tagliai e sempre stato per un motivo preciso.

Quando nacque il mio primo figlio lo feci per praticità. Era più veloce mantenerli puliti e lasciarli asciugare da soli, così passai dai capelli lunghi a quelli cortissimi. Il tempo mi serviva per accudire lui e non volevo sprecarlo in cose di scarsa importanza.

Una questione di priorità oggettiva che ho sempre applicato nella vita.

Allineo mentalmente ogni mia decisione in funzione di quanto richiede il mio quotidiano vivere. I capelli sono solo una banalità se li confrontiamo a quanto possiamo fare con piccoli sacrifici per dedicare tempo agli altri.

Quando decisi di fare volontariato, scelsi una casa di riposo vicina alla mia abitazione, non volevo sprecare tempo nel tragitto e la prima volta che mi presentai alle persone di cui mi dovevo occupare, lo feci portando una sacca piena di libri. Avevo sperimentato il metodo con i bambini e aveva funzionato alla grande. Misi i libri sul tavolo basso e mi sedetti ad aspettare. In silenzio e con timore, attesi che qualcuno facesse un qualsiasi gesto o commento.

Si avvicinò una piccola donna con i capelli d’argento, li guardò tutti, poi scelse “ Piccole donne “ ma non lo aprì, se lo portò al petto e pianse. Anche a me, gli occhi bruciavano a guardarla. Si chiamava Sarina e mi disse, subito che quel libro l’aveva tanto desiderato da bambina e, finalmente era arrivato.

Anche in quel periodo passato a leggere per loro, tagliai i capelli, mi serviva tempo, mi serviva raccogliere le loro storie. Ne ho fatto una scorta interminabile e, spesso attingo a piene mani da quel tesoro immenso, da quella libreria inesauribile.

A tutti loro ho dedicato una poesia, un piccolo omaggio a tante grandi persone.

I vecchi

Libri che camminano,
senza inizio ne fine;
pagine vissute,
storie consumate.

I vecchi che raccontano,
sono magie viventi,
respiri d’eterno,
stagioni messe in fila.
Biblioteche gratis,
quadri d’altri tempi,
luci accese
su paure lontane.
Ex bambini,
colorati dal tempo,
somma di tanti amori,
dolori su dolori,
sacchi pieni di favole,
sapori già provati.
Conoscono rugiade,
albe, tramonti.
Case rimaste sogni,
oggetti evaporati
canzoni, fate, orchi.

Per loro, gli orizzonti,
parlano ad alta voce.
Hanno alberi amici,
mari dentro le vene,
luoghi sopra la pelle,
sorrisi nelle rughe.
Nascondono negli occhi
Incanti lontani,
stringono nelle mani
ricordi di chi c’era.
Mi lasciano attingere
vissuti e arcobaleni,
imparo assieme a loro,
la bellezza degli anni.

nell’immagine: foto di Marilla Lovato per Immagine Uomo-Donna

Pubblicato inSogni

1 commento

  1. Marina Neri Marina Neri

    Stupendo brano. Intriso di dolcezza

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