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Ultimo amore

Pensava all’amore passando i pomeriggi sulle poesie quelle scritte da chi aveva sofferto per amore, aveva pianto durante interminabili notti passate a guardare le sue foto, a ricordare le sue risate improvvise, i suoi capricci imprevedibili. E poi ricordava la sua testa sulla spalla e quella domanda, sempre la stessa cui non rispondeva, ma si chinava a suggellare quella bocca fresca con un bacio stampato. Lui l’amava, ma di quell’amore che non si spiega, quello che ti spinge a fare tutto e che gli altri non comprendono.Lui era lì con lei anche se non erano insieme, lui seguiva i suoi passi senza esserci, lui viveva nel suo essere viva, respirava i suoi respiri. Lui perdonava le sue intemperanze, giustificava le sue piccole manie, acconsentiva alle sue passioni. Lui voleva essere il suo ultimo amore, non importava chi era stato il primo. Un giorno lei spari. Lascio’ l’armadio vuoto dei suoi abiti, nessuna traccia di se. Lui entrò in casa e non sentì il suo odore, quella nota calda che veniva dalla sua pelle, non c’erano i suoi occhi a fissarlo dalla cucina, verdi gemme che mandavano bagliori e le braccia al collo mentre sentiva il suo bacio. D’un tratto si sentì solo, avverti quella mancanza, forte. La cercò in tutti i posti che lei frequentava ma invano. Non era rassegnato, il suo telefono squillava, ma non rispondeva. Era esausto, ma non poteva smettere di aspettare un suo cenno. Una mattina sentì bussare alla porta, e trovò una lettera sullo zerbino. Lei scriveva che ci aveva pensato tanto, tutto quell’amore poteva essere di nuovo suo?

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