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Un muto richiamo

 

Se alzate lo sguardo dalle vostre faccende e dai vostri crucci, su per i 75 metri del campanile snello, non potete non notarmi. Anche perché non sono affatto piccino: alto due metri e mezzo, con ali corte ma robuste per resistere ai venti da cui non c’è riparo quassù. E sono tutto d’oro, come pure il globo su cui poggio, in precario equilibrio, proprio in cima al campanile.
Sono Michele, l’angelo trombettiere. Difatti la tromba ce l’ho, luccicante, sottile e lunga; solo in fondo si allarga in una campana progettata per diffondere un suono potente e rotondo. Per molti decenni ha suonato davvero: quando un forte vento annunciava un temporale in arrivo, l’aria si infilava nella tromba producendo una vibrazione che si poteva udire a notevole distanza, così i bancarellai della vicina piazza avevano tempo di mettere in salvo frutta e verdura… e a me sembrava di aver fatto qualcosa di utile. Purtroppo uno sciagurato restauro ha sigillato il mio strumento, così del suono è rimasta solo la rappresentazione. E invece proprio ora ci sarebbe così tanto bisogno del mio richiamo.
Se solo qualcuno potesse ascoltare lo squillo della mia bella tromba, sfolgorante ma muta, mi piacerebbe annunciare ogni giorno qualche buona nuova, ad esempio che Marisa e Antonio hanno avuto una bambina, rosea e paffuta. E poi farei risuonare la speranza che i tanti senzatetto che stendono le loro coperte nei signorili portici di questa città possano trovare una casa, un lavoro, una dignità. Vorrei che diventasse assordante il mio appello a medicare l’ambiente, ferito quasi a morte: una priorità da codice rosso. E darei l’anima affinché la mia tromba suonasse potentissima, più delle sirene degli allarmi antiaerei, e che raggiungesse quelle stanze del potere dove le invocazioni di chi fugge dalle città devastate non arrivano. Vorrei davvero poter annunciare, minacciare il Giudizio. Non quello Universale, no, ma quello dell’umanità straziata. Aiutatemi, vi prego, perché io da solo non posso farcela a rattoppare questo mondo così liso e lacerato.

Pubblicato inGenerale

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