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Un Natale a Montagnana

PRIMO CLASSIFICATO

La nebbia avvolgeva le Torri antiche nella semioscurità dell’imbrunire. Il caos sembrava regnare nel cuore degli uomini. L’anima del mondo era chiusa nell’indifferenza dei tempi ma l’orizzonte era illuminato da una stella lontana.

Michy stava camminando assorta nei suoi pensieri lungo il sentiero sassoso che s’inerpicava nel buio guardando le mura che sfidavano il sorgere del tramonto.

Sui volti dei bambini sonnecchiavano grida silenziose e la gente attendeva l’arrivo del Natale come una promessa di speranza. Sui ramoscelli degli alberi ricoperti di neve vegliava l’attesa dell’alba.

Kevin attendeva Michy nell’atrio del Castello di Ezzelino. Un volo furtivo di rondini disegnava una magica scia tra le nuvole che si allontanavano piano piano fino a svanire. Egli chiese a Michy il motivo di quello sguardo malinconico mentre cercava di abbracciarla.

“Non riesco a dare un nome al vuoto che mi porto dentro” esclamò e, stringendole la mano, la invitò a seguirlo fino a sedersi sui gradini del Duomo che dominava la piazza.

Il silenzio che li univa era ricco di parole inespresse che gridavano dentro di loro e quello che l’uno sentiva risuonava nell’altro; al pensiero di sangue, violenza e ingiustizia che segnavano i loro giorni, capivano che l’uomo aveva dimenticato il legame profondo che unisce i popoli della terra e l’incanto del cuore era soffocato dal fragore della guerra.

Seduti tra l’antica maestosità del Duomo e l’atmosfera del Natale che si avvicinava, Michy raccontò a Kevin dei suoi pensieri erranti, di quel vuoto senza nome che sembrava dilatarsi dentro di lei.

Mentre la piazza si preparava ad accogliere la magia delle Feste, i due cercavano un conforto reciproco all’ombra dei secolari archi.

Kevin con sguardo comprensivo ascoltava il racconto di Michy come se fosse una melodia delicata. “A volte” disse lui dolcemente “troviamo il significato più profondo quando ci permettiamo di abbracciare il mistero che portiamo con noi.”

La campana del Duomo iniziò a suonare lentamente, annunciando la mezzanotte imminente; una pace solenne scese sulla piazza mentre le luci del Natale iniziavano a risplendere, danzando tra i rami innevati degli alberi.

Michy sentì un calore avvolgerla, come se quel momento magico stesse sciogliendo il ghiaccio dentro di lei.

“Guarda” disse Kevin indicando la stella più luminosa nel cielo notturno, “Anche in mezzo al buio, c’è sempre una luce che ci guida.”

Michy seguì lo sguardo di Kevin trovando conforto nell’immensità della notte stellata.

In quel momento, il vuoto dentro di lei sembrò meno opprimente, sostituito da una consapevolezza serena che la connessione tra loro e la magia del Natale aveva un potere curativo.

Condivisero un sorriso silenzioso, sapendo che quel Natale a Montagnana aveva portato con sé un regalo inaspettato.

Guardandosi negli occhi, si scambiarono un sorriso complice, sorpresi di aver trovato qualcosa di raro; non importava quanto buie potessero sembrare le ombre, la luce della speranza continua a brillare, pronta a guidare le loro vite lungo il cammino.

Si presero per mano camminando verso casa, dimenticando per un momento il loro passato doloroso e aprendo le porte a un futuro pieno di possibilità.

Insieme avrebbero affrontato ogni sfida e avrebbero fatto in modo che la loro connessione e la magia del Natale rimanessero sempre vive dentro di loro.

E così, mentre si allontanavano mano nella mano, Michy e Kevin sapevano che quella notte sarebbe rimasta per sempre nel loro cuore, come un ricordo di speranza e guarigione. Il Natale aveva donato loro un regalo prezioso: la consapevolezza che, anche nelle ombre più oscure, c’è sempre una luce pronta a guidarci verso la felicità.

Semiconvittrice CASARO GIULIA – I ITAFM

Convittrice HUANG PATRIZIA – I ITAFM

Semiconvittrice KHARBOUCH FATIMAZAHRA – I ITAFM

Convittore VIOLANTE NICOLA – IV ART.LS

EDUCANDATO STATALE SAN BENEDETTO – MONTAGNANA

educatrici di riferimento

CRIVELLARO LORELLA

BRUGIN GIULIA

BOMBONATO DANIELA

Pubblicato inGenerale

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