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Un ricordo

Ho aspettato che diventassi un ricordo
E poi , illudendomi e magari sperando,
Ho atteso i giorni e gli anni, che passando piano piano ti rendevano assente, lontano. Non eri nel mio raggio di azione.
Potevo immaginare cosa ti faceva alzare al mattino. Potevo vederti mentre guardandoti allo specchio, ti scappava un sorriso. Era quello il momento in cui ti venivo in mente. Mi vedevi insieme a te mentre ti radevi ed io ti cingevo alle spalle, volevo il tuo primo bacio con il labbro macchiato dalla schiuma da barba.
Giocavo con te, ti stuzzicavo e tu cedevi finché tornavamo tra le lenzuola , ridendo. Poi mi accusavi che ti stavo facendo tardare ed io mi facevo perdonare portandoti alla fermata in auto con me. Poi la sera facevamo a gara a chi arrivava primo a casa. La mia fantasia era sempre in moto, ti facevo trovare i bigliettini dalla porta alla cucina e tu dovevi leggerli fin quando non arrivavi a me, a tavola con il tuo piatto preferito. Tu tornavi sempre con un fiore, se facevi tardi strappavi una margherita da un prato e me la poggiavi sul tovagliolo. Siamo troppo felici , ti dicevo con gli occhi negli occhi per non perdere neanche un minuto di quella magia. Poi cosa è stato, è ancora troppo doloroso parlarne, ricordare. Tutto fini in un mattino , la valigia pronta , la porta si chiuse alle tue spalle, sentii lo scatto e non sentii più la tua voce, il tuo ciao risuonò lontano.Lo squillo del telefono mi fece sobbalzare, ma non eri tu.

Pubblicato inAmore

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