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Una dedica

Ci sono persone di rare parole, ma significative.
Parlano a volte più i loro silenzi, se si è capaci di ascoltarli.
O i loro gesti. Come quando, seduti l’uno vicina all’altra, allungava il braccio verso di me piccina, ed io prontamente appoggiavo la mia mano sul suo palmo. Poi lui la portava alla bocca e la riempiva di piccoli e teneri baci.
Era il suo modo di comunicare, riservato e schivo, costellato di riti pieni d’affetto.
Un giorno gli regalai un libro che desiderava.
Non mi disse nulla.
Poi lui se andò, per sempre.
Ritrovai quel libro. Nel frontespizio la dedica più bella che abbia mai ricevuto, quella di mio padre.

Pubblicato inAmore

2 Commenti

  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    Fra le tue righe leggo sempre un dolore rappreso

  2. Lulamae Lulamae

    Sì. Il dolore di non avere più tanti cari vicino a me, nel giro di poco tempo. E con la scrittura sto cercando di scioglierlo. Anche grazie a voi. Il dolore è comunque benefico, se diventa creativo.

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