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Una donna

Era stata innamorata per tutta la vita.
Non riteneva di aver vissuto un amore più fortunato di un altro. Erano stati semplicemente diversi.
Non aveva mai pianto quando aveva visto un uomo andarsene e i loro cuori si erano allontanati.
Aveva lasciato che i ricordi sfumassero, le emozioni si spegnessero e l’anima si aprisse ad altre e nuove gioie.
Sin da bambina aveva cercato baci, carezze, parole dolci che si erano perse nel vento.
Era stato bello crederci, credere all’eternità, e crederci ogni volta.

Anche in quel momento, mentre camminava lungo la via ricca di vetrine illuminate, sapeva che non doveva lasciarsi prendere dallo sconforto e abbandonarsi al pianto.
A nulla sarebbe servito.

Era stato un addio come tanti, davanti ad una tazza di caffè: le facce meste, le parole che non avevano più voce, la paura di uscire da una porta che mai più si sarebbe aperta.

Si fermò davanti ad un negozio di gastronomia: avrebbe dovuto mangiare qualcosa, sebbene lo stomaco rifiutasse di aprirsi.
Con il suo pacchetto in mano, scelse la strada lunga per il ritorno.

Non era consapevole del perché a lei capitasse così.
Un amore che potesse durare per tutta la vita non lo aveva mai incontrato.
La sua unica preoccupazione era stata quella di essere amata sempre, non per sempre.

Si sedette su una panchina del parco, aprì il sacchetto e tentò un boccone.
Gli alberi spogli le mettevano malinconia, la facevano sentire più sola, mentre l’umidità le bagnava i capelli.

Come quella volta, quando lui le aveva detto che era nata creatura libera, senza legami, che mai sarebbe riuscita ad essere solo sua. Che era divorato dal tarlo della gelosia, che non avrebbe resistito a lungo. Che lei non avrebbe saputo essere moglie, madre.
Aveva sentito un vuoto incolmabile: non era mai appartenuta a nessuno e nessuno voleva che lei gli appartenesse.
La storia era continuata per un po’, ma poi, perché credere ancora? Perché farsi risucchiare dalle pretese degli altri, tutti gli altri, che la volevano diversa da come era e la ritenevano incapace di adeguarsi alle regole del mondo?

Si alzò…

Una persona c’era stata, in realtà, che l’aveva amata teneramente e senza condizioni, ma lei non aveva creduto possibile che davvero stesse succedendo. Era abituata ad essere giudicata, non accettata.
E così, il timore che poi le cose potessero cambiare l’aveva portata a lasciarlo.

Arrivò davanti alla porta di casa.
Era congelata e non c’era tempo da perdere.
Un bagno caldo soltanto poteva essere la soluzione. Aprì in fretta e corse su per le scale.

la foto è di Antonio Tafuro

Pubblicato inAmore

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