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Una forza per chi resta

Ai miei bambini
Cari Hildita, Aleidita, Camilo, Celia ed Ernesto
Se mai leggerete questa lettera, sarà perché non sono più con voi. Non vi ricorderete quasi più di me, e i più piccoli non mi ricorderanno affatto.
Vostro padre è stato un uomo che si è comportato secondo il suo credo, ed è stato pienamente fedele alle sue convinzioni.
Crescete da bravi rivoluzionari. Studiate tanto e imparate a usare la tecnologia, che ci permette di dominare la natura. Ricordatevi che la rivoluzione è quello che conta, e che ognuno di noi, da solo, non conta niente.
Ma più di ogni cosa, imparate a sentire profondamente tutte le ingiustizie compiute contro chiunque, in qualunque posto al mondo. Questa è la qualità più importante di un rivoluzionario.
Per sempre, bambini miei. Spero comunque di rivedervi.
Un grosso bacio e un grande abbraccio,
Papà
*

Che potente questa lettera “da padre”.
Ne emerge tutto il coraggio, la speranza.

Il 22 marzo 2022, mio padre avrebbe compiuto cent’anni.
Ha vissuto la guerra, con cuore da partigiano…
Poi è stato per sempre silenzioso.

Io sono nata tardi.
Ho sentito la differenza di età, ne ho anche sofferto.
Ero l’ultima dei tanti fratelli…
Non ci sono fotografie mie di quando sono arrivata in questo mondo, o giù di lì.
Le uniche foto che ho, sfocate, brutte, non sono state scattate da lui, che addirittura avrebbe saputo svilupparle, avendo una propria camera oscura.
Sono invece di una polaroid poco precisa, ad un mio compleanno…

L’ho perso che ero ancora giovane, ma non così tanto da non poterne leggere l’anima.
Sono certa, perciò, che anche lui avrebbe potuto scrivermi: “Tuo padre è stato un uomo che si è comportato secondo il suo credo, ed è stato pienamente fedele alle sue convinzioni.”
Come tanto altro ha lasciato scritto.

Che forza la forza della parola, per chi resta.

Immagine dal web.

Pubblicato inAmore

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