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Una persona nuova

Ieri sono andata a salutare una persona.

Non la conoscevo da molto, era stata il mio superiore e non ci eravamo lasciate in un modo che fosse degno di essere ricordato.

Ho avuto un anno intero per pensare, ho dato tempo all’ amarezza di quel rapporto così conflittuale di decantare, come un buon vino d’annata che poi appare limpido, così mi è apparsa lei quando l’ho rivista.

Ho ritrovato quella persona che avevo conosciuto solo a sprazzi, fragile, delicata come un cristallo che può frantumarsi in mille pezzi, una persona anche rigida a volte, non sempre l’ho capita e non sempre lo sarà dagli altri.

L’avevo vista tante volte così ma mai con occhi nuovi, quelli di chi ha smesso di giudicare.

Ci siamo abbracciate, abbiamo sorriso, mi ha detto di stare bene dove si trova adesso e in quella frase erano racchiuse tutte le speranze di chi ricomincia da capo o, almeno ci prova a ricominciare ben sapendo che l’errore, la critica, l’incomprensione è proprio lì, dietro l’angolo, pronta a mietere l’ennesima vittima.

Non andrò più in quel posto, non mi appartiene e lo so bene ma so anche che bisogna risolvere le cose in questa vita e non far finta di nulla.

Dopo, verrà quel che verrà.

(nell’immagine: Chiarimento, china su carta di Antonio Montariello)

 

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