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Una volta l’anno

I tre ragazzi si conoscevano da una vita. Camilla era la sorella minore di luca, Tommaso era il migliore amico di Luca.

La loro amicizia aveva radici lontane, anche i loro genitori erano amici tra di loro.
Ma, crescendo, i sentimenti si trasformano e l’amicizia tra Camilla e Tommaso diventa amore, passione.

Quando arrivai nel salone della casa di riposo i miei amici erano li ad attendermi. Con loro c’era un nuovo ospite che si presentò con garbo: “Buongiorno signora, ho sentito parlare di lei.”  – Era ben curato e, con la sua barba bianca mi ricordò Giuseppe Verdi.  “Io sono Tommaso e ora abito qui.”

Aveva una malinconia dolce come se una melodia silenziosa gli risonasse dentro. Nel tempo che stetti assieme a loro, lo colsi alcune volte che mi osservava.

Il mercoledì successivo, quando entrai, lui mi stava aspettando.

Notai che zoppicava vistosamente e si appoggiava a un bastone. Teneva una busta gialla in mano di quelle che, una volta si usavano per le comunicazioni commerciali. Nel grande salone, quando ci sedemmo me lo trovai accanto e, in un momento di pausa riuscì a parlarmi senza che ci ascoltassero gli altri.
“Vuole ascoltare la mia storia?” mi disse e poi tirò fuori da quella busta una foto.

Rimasi senza parole a vedere la bellezza di una adolescente stupenda. Sorrideva in posa come una volta si usava fare per certe foto:

“Questa è Camilla, l’unico amore della mia vita mi disse”. Così cominciò il suo racconto. Lui aveva 17 anni, Camilla ne aveva 15 e si erano innamorati perdutamente ma erano troppo giovani e le rispettive famiglie fecero resistenza. Poi arrivò la guerra e gli eventi sconvolsero tutti i progetti dei due ragazzi. Tommaso finì al fronte, Camilla continuò la sua vita. Si spedirono qualche lettera poi la corrispondenza s’interruppe.

Quando Tommaso tornò Camilla era già sposata con un “ benestante “ del paese.
Suo padre l’aveva usata come merce di scambio e ne aveva auto vantaggi e un buon lavoro.

Tommaso si sentì morire. Non voleva incontrarla.

Ma il destino lavorò per loro e un giorno si trovò faccia a faccia con Luca. Fu lui a raccontargli tutto, sempre lui gli disse che la sorella tornava ogni anno, per i morti, a visitare la tomba della madre, nativa e sepolta in quello stesso paese. Tommaso colse questo come un messaggio, capì che il suo amico lo stava informando, ma non disse nulla.

Aspettò con ansia il 2 Novembre e finalmente si incontrarono.

Nulla era cambiato tra loro, lo stesso amore, la stessa passione.

Fu così che anno dopo anno, Camilla e Tommaso si amarono per più di 45 anni.

Quando lei morì lui scelse di vivere solo. Dopo un incidente di caccia rischiò di perdere una gamba ma se la cavò. La sua storia mi ha intenerita, un amore così tenace che si accontenta di vivere per avere un incontro l’anno.

Tommaso e Camilla non hanno esitato, si sono accontentati e l’hanno vissuto.

Felici.

nell’immagine: Javier Bardem e Giovanna Mezzogiorno nel film: L’amore al tempo del colera, tratto dal omonimo romanzo di Gabriel Garcia Marquez

Published inAmore
  1. PierluigiDelPinto PierluigiDelPinto

    La scelta della foto è venuta di getto perché il tuo racconto parla della “pazienza” dell’amore come quella di Florentino Ariza del romanzo di Marquez. Un bel romanzo, non so se ci hai pensato anche tu mentre scrivevi questa storia o quando ti hanno raccontato dell’amore durato una vita. Una bella storia d’amore.

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