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Undici fiori

Unidici fiori adagiati sul tavolo.
Fiori di campo, raccolti qua e là mentre col cappello di paglia camminava lungo l’argine del fiume.
Qualche filo d’erba, in mezzo al mazzo.
Erinna trova superfluo ogni vezzo, e si lascia cogliere solo dalla meraviglia improvvisa di un colore, di un profumo, di un pianto improvviso che provenie dalla terra.
Uno di loro infatti aveva gridato fra le sue mani, capovolto dalla pioggia, stordito dai lampi della notte.
Ecco, lo mette al centro del vaso, tra gli altri, protetto.
È di un colore superbo quel fiore, un lilla rigato di verde…
Ma i suoi petali sono chiusi, impauriti, nel calice stanco.
Lo lascia nell’acqua, mentre lei si ripulisce della sabbia, del vento che le ha sciolto i capelli, dell’aria e del sole che le hanno rigato il volto.
Lava il sapore del fiume che ogni mattina la trattiene, mentre sogna quell’isola, placida e silenziosa, vista in una rivista, dove le piacerebbe scomparire.
Avvolta nell’accappatoio, si siede e si accende una sigaretta, seduta sulla poltrona accogliente della stanza.
La luce, dalla finestra, diffonde ombre sulla parete.
È ora di andare, di cominciare il tran tran quotidiano, di vestirsi con cura, prendere l’auto, recarsi al lavoro.
Erinna rientra nei panni della donna attenta, affidabile sempre, pronta ad ogni circostanza. Pronta all’uso, dice tra sé e sé.
Ma qualcosa si è rotto da tempo, in quel meccanismo fatto di ruggine, di stridule rotelle, che non scivolano più.
E mentre risponde, mentre parla, mentre sorride, il suo cuore impazzisce, dentro.
Ritorna nei ranghi, fa finta di niente, ma tutto è pronto per la sera…
Si è informata bene, sa come fare, passerà a prendere l’ultimo pezzo prima di rientrare a casa, e tutto sarà finito.
Il buio e il vuoto implacabili inonderanno finalmente la sua vita per sempre, e se sarà fortunata, se fosse mai vero che anche oltre qualcosa esiste, potrà chiedere di stare sull’isola, quella che ha visto su una rivista.
Il pensiero si calma, e sogna il mare cristallino.
La bellezza le dà forza.
È ora di rientrare, l’estenuante giornata è finita, ed Erinna si dirige di corsa dove deve andare…
Apre la porta, la casa è vuota, come previsto.
Si affretta, non pensa, non vuole più vedere.
Prepara tutto, tutto è pronto.
Un ultimo addio.
E si volta…
Il suo fiore, riscaldato dall’amore è sbocciato, e si erge maestoso sugli altri.
Erinna gli fa l’occhiolino.
Si può fare, gli dice. E lo bacia.

Immagine tratta dal web.

Pubblicato inAmore

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