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Vacanze tra i monti

 

Sinossi
Un ritorno in un piccolo paese di montagna, in attesa di un appuntamento di lavoro. Una vecchia amica. Suo marito. Un negozio che sta per chiudere…

Il paese è rimasto proprio uguale a come lo ricordavo.
Per quel che posso ricordare dopo così tanto tempo.
Quarant’anni. Una vita. Le ultime vacanze con mamma e papà prima di trasferirsi.
Beh, quasi tutto uguale.
Il cinema non esiste più. Le case sono quasi tutte in vendita, i campi sportivi inutilizzabili.
Per le strade non c’è nessuno.
Forse non è stata una grande idea venire qui.
In qualche modo, però, dovevo passare il tempo prima dell’appuntamento. E le località troppo turistiche non mi son piaciute.
Qui, però, è tutto morto.
Anche la piazza è deserta.
Solo un bar con un vecchietto già ubriaco e un piccolo negozio.
“Di tutto un po’” dice l’insegna.
La vetrina è piena di libri. Che strano. Non posso non aiutare chi si sforza di tenera aperta una libreria qui.
Entro.
Dietro al bancone, una donna: sui cinquant’anni, corporatura esile, capelli lunghi castani, viso sciupato ma con un paio di occhi del colore del meraviglioso lago alpino che si trova a pochi chilometri da qui.
“Buongiorno, come posso aiutarla?” mi dice.
“Buongiorno. Non so se ne ha, ma starei cercando un libro sulla storia di questo paese. Se avesse anche foto di una quarantina di anni fa sarebbe perfetto. Sa, venivo in vacanza qui e di quei tempi ho solo qualche ricordo”.
La donna tace per qualche secondo.
Mi osserva.
Sorride.
“Ciao Alberto, come stai?” mi dice.
Non faccio trasparire nessuna emozione. Per lavoro sono abituato a essere impassibile. Dentro di me, però, ritorno alla mia ultima estate qui. Ai primi baci in riva al lago. Alle sue mani che sapevano guidarmi lungo il suo corpo.
“Laura?”
“Alberto, non sei cambiato per nulla”.
“Neanche tu Laura”
“Non è vero. E lo sai”.
Vorrei riprendere da dove c’eravamo lasciati, concludere quello che avevamo iniziato. Dai suoi occhi capisco che anche lei vorrebbe.
“Laura, questi dove li mettiamo?”
Un uomo esce da una porta.
“Alberto, lui mio marito”.
“Marco, lui è Alberto. La sua famiglia passava le vacanze da noi tanti anni fa”.
“Ma che bello!” dice l’uomo. “Che coincidenza! È arrivato proprio in tempo!”.
“In che senso?” chiedo perplesso.
“Domani è l’ultimo giorno. Laura ha finalmente deciso di chiudere questa libreria. Non ha senso tenerla aperta. È solo una perdita di tempo e denaro”.
Vedo che Laura non è contenta, ma non posso che essere d’accordo con lui.
“Marco, sei stanco? Vuoi che facciamo una pausa?” dice Laura.
“Sì, è meglio. Dai, andiamo a bere qualcosa da Gino. Poi sai che devo andare che nel pomeriggio ho un appuntamento”.
Usciamo.
Il vecchietto ubriaco è Gino.
Ci porta tre spritz senza che neppure li chiediamo.
Parliamo per quasi un’ora.
Beviamo parecchio. Marco si alza per una telefonata di lavoro. Essere un imprenditore comporta avere parecchi problemi.
Laura mi sorride. Si alza.
“Torno subito” mi dice andando verso il negozio.
Marco torna.
“L’ultimo bicchiere e devo andare” mi dice.
Brindiamo. Mi saluta. Si avvia verso la libreria. Lo vedo barcollare, mettersi la mano al petto, cadere a peso morto.
Laura esce in quel momento.
Lo vede.
Urla. Si china su di lui.
Il paese resta inanimato.
Anche Marco.
Laura corre verso di me.
Io da lei.
“È morto” mi dice
“Mi dispiace moltissimo. Non so cosa dire”.
“Non dire nulla, son contenta che lo abbia fatto tu. Quando ti ho visto ho capito subito che eri qui per questo. E son contenta che tu lo abbia fatto qui e non nella sua azienda. Era giusto morisse davanti al mio negozio che lui ha sempre odiato”
“E adesso cosa farai?”
“Amplierò il negozio coi soldi dell’assicurazione. E poi si vedrà. Ora lasciami fare la parte della vedova inconsolabile”
Mi passa un biglietto. Poi prende il cellulare e, piangendo, chiama il 118.
Torno al bar. Lascio cinquanta euro sul bancone. Gino avrà una bella sorpresa quando si sveglierà.
Finisco il mio spritz. Alzandomi, prendo l’ultimo bicchiere di Marco. Meglio non lasciare tracce.
Torno alla mia auto. Apro il bigliettino.
Un numero di telefono.
Il suo.
Lo getto via.
Non tornerò più qui.
Mai mescolare il lavoro con i sentimenti.
È la prima regola del mio mestiere.

Pubblicato inGenerale

2 Commenti

  1. Ileana Ileana

    WOW! Delizioso.

  2. Alberto Alberto

    Ma grazie😁

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