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Venti dita di tenerezza

Il sesto dito della sua mano sinistra iniziò a spuntare alle 16.47.
Quello della mano destra alle 18.47.
Il settimo della mano sinistra alle 20.47.
Alle 10.50 del mattino seguente la trasformazione era terminata.
Ora le sue mani avevano venti dita.
E, come gli era stato spiegato e promesso, non aveva sentito alcun dolore.
L’esperimento per cui si era offerto, dietro lauto compenso, volontario sembrava aver avuto successo
Dave, sotto gli occhi della dottoressa Reeve, si guardò le mani.
Poi cominciò a muovere le dita una a una.
Prima la sinistra. Per un mancino puro come lui era necessario capire come si sarebbe comportata.
Il pollice, l’indice, il medio, l’anulare, il mignolo.
Si muovevano tutti, senza dolori di alcun tipo.
“Cosa le avevo detto, Dave?” gli disse la dottoressa soddisfatta. “E ora le nuove. Dovremo anche pensare a come chiamarli”.
“In effetti, dovremo battezzarli” rispose Dave sorridendo “ma ci penseremo. Anzi quando la notizia diventerà pubblica. Lanceremo un sondaggio”
“Certo Dave. Intanto vediamo se funzionano”.
Davo cominciò lentamente a muovere il sesto, poi il settimo, l’ottavo. Tutto normale.
“Dottoressa, il nono e il decimo non sembrano rispondere bene. Devo preoccuparmi?”
“No Dave. Sono gli ultimi. Han bisogno di più tempo. Funzioneranno domani. Vedrai che anche i secondi pollici e indice funzioneranno benissimo. Ora prova con la destra e poi ti darò qualcosa per dormire. Domani sarà il grande giorno. Ti presenteremo alla stampa. Devi essere fresco e riposato”.
Dave annuì.
Provò con la destra. Anche qui otto dita perfettamente funzionanti.
“Tutto ok, dottoressa!”
“Visto? A domani Dave”.
Guardò la dottoressa uscire.
Prima di prendere il sonnifero, cominciò a pensare per l’ennesima volta al suo futuro.
Oltre ai soldi ricevuti per l’esperimento e quelli che avrebbe ricavato dalle interviste, dal film che avrebbero tratto dalla sua vita, avrebbe potuto ricominciare a suonare il piano.
Un pianista con venti dita poteva fare meraviglie.
Era così immerso nei suoi pensieri che non fece in tempo a rendersi conto che i nuovi pollici e indici si erano risvegliati.
Lo capì troppo tardi.
Quando erano serrati attorno alla sua gola.
Nessuno seppe mai della sua morte.

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