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Verso sud

Agli inizi degli anni 70, il ritrovo serale dei giovani del mio paese, era il bar. Quello
più gettonato si trovava nella piazza del paese.
Normalmente Gino ed io eravamo i primi ad arrivare.
Subito dopo Renzo e quindi Paolo.
Una sera di agosto alle 20.00, arrivammo tutti contemporaneamente. Succedeva
raramente.
Il giorno prima, la macchina di Paolo “la Bestiaccia”, aveva avuto un grave guasto. In
virtù di ciò, dovemmo rinunciare ad andare al festival interceltico di Lorient.

Nonostante tutto, il nostro amico era particolarmente allegro e ci spiegò il motivo. Il
meccanico, gli aveva detto che non si era fuso il motore come pensavamo. Il
problema era il radiatore e la spesa per la riparazione, sarebbe stata modesta.
Naturalmente lo obbligammo a offrire un giro di birre. Durante la serata, Renzo e
Paolo, ci comunicarono che il giorno dopo, sarebbero partiti per Valle d’Aosta per un
lavoro di disgaggio e alle 22.00, andarono a casa.
Gino ed io ci mettemmo a giocare a carte e all’improvviso, propose di andare a
Umbria jazz. L’artista di punta di quest’anno, evidenziò entusiasta, sarà Herbie
Hancock. Il jazz non era la mia musica preferita ma sapevo che durante la
manifestazione, eseguivano molti concerti di blues e accettai.
Cominciammo subito a fare progetti su cosa portare e quanti giorni rimanere ma
all’improvviso, mi sorse un dubbio. Con quale mezzo raggiungiamo l’Umbria, chiesi
a bruciapelo, poiché non avevamo mezzi di locomozione. Non preoccuparti, rispose
allegramente Gino, ci penso io.
Il giorno dopo, ci trovammo alle 7.00 in piazza e Gino mi trascinò nel bar per un
caffè. Mi aspettavo che dopo avere bevuto il caffè, ordinasse due birre, ma si diresse
verso l’uscita. Mentre ci avviammo verso la macchina, mi spiegò il motivo.
Ho pensato, bofonchiò Gino, che dovremmo fare una visita a Vanni. Se viene a sapere
che siamo andati a Umbria jazz senza di lui, la prossima volta che lo vediamo,
potrebbe essere l’ultima.
Lo sai vero, risposi acido, che il nostro amico ha un bar e non può chiuderlo a suo
piacimento.
Non essere sciocco, ribatté Gino, Vanni non si è mai fatto nessun problema. Non più
tardi di un mese fa, senza dire niente a nessuno, è andato a fare un’escursione di tre
giorni sul Lagorai.
Effettivamente il nostro amico chiudeva il locale a suo piacimento. Detto tra noi, non
aveva tutte le rotelle a posto. Spesso prendeva da sotto il bancone, il sax contralto e
cominciava a suonare. Fino a quando non smetteva, e a volte ci voleva anche un’ora,
non c’era verso di ricevere da bere.
Quando mi trovai davanti alla macchina, la vecchia Renault 4 di suo fratello, ebbi un
sussulto. Gino vide la mia smorfia e mi tranquillizzò. Salii non senza preoccupazione
e rimasi in silenzio cercando di decifrare i sinistri rumori che provenivano dal motore
e dalla carrozzeria. Il mio amico al contrario era euforico e ben presto contagiò anche
me.
Quando entrammo nel bar, Vanni ci salutò calorosamente. Tieniti fisso cultore della
nobile arte del jazz, declamò Gino. Siamo diretti a Umbria jazz e tu sei ufficialmente invitato.

Vanni lo squadrò e quindi, esplose a ridere e continuò per almeno dieci
minuti.
Quando finalmente si fu calmato, soppesando le parole, ci comunicò la brutta notizia.
Umbria jazz si era tenuta in luglio. Gino aveva capito male la data in cui si sarebbe
tenuta la manifestazione.
Passammo tutto il giorno nel bar di Vanni ad ascoltare musica, jazz e blues, e ad
affogare la nostra frustrazione nella birra.

foto di copertina: Harbie Hancock a Umbria Jazz 2023 (da Umbria Jazz Web Tv)

Pubblicato inGenerale

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