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Vibrazioni positive

OPERA IN CONCORSO

Vibrazioni positive di Verena

Sono una nomade. Non ho radici. Clandestina in ogni luogo.

Non ho ancora trovato un posto che mi rispecchi, un posto da chiamare casa.

Il mio cuore è sempre stato altrove. Nelle pieghe del passato. Nelle prospettive future. Nei sogni, nelle speranze, nei progetti.

Il mio luogo del cuore non ha coordinate geografiche, è la fotografia di un ricordo, un mosaico di sensazioni e di emozioni.

È l’odore dei miei figli, le mani nodose di mio nonno, la pelle di mia nonna.

Ha il suono di una voce di bambino che pronuncia per la prima volta la parola mamma, il ticchettio delle dita di mio padre sul bordo del tavolo, il rumore del mare agitato.

Ha il colore di uno sguardo, di un’alba in una spiaggia in un paese lontano. È la pietra nera dei gradoni di piazza del Gesù.

È le mani del mio uomo. Il mio luogo del cuore è verde come le foglie degli alberi guardate da terra, è la sabbia calda di una mattina d’estate, è una radio accesa a tutto volume.

Il mio luogo del cuore è la puzza di pesce a Montesanto, gli occhi dei bambini che giocano per strada, la bottiglia di birra ghiacciata passata di bocca in bocca.

Sono una nomade. Non ho radici. Clandestina in ogni luogo. Rubo momenti felici.

Alimento le mie mancanze. Riempio i miei abissi.

Compongo ogni giorno il mio puzzle di indispensabili momenti di felicità, leggeri e fugaci come la pioggia d’agosto.

Pubblicato inLuoghi del Cuore

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